4872 - Iperammortamento, non c’è obbligo di polizza catastrofale (30/4/2026)

Il Sole 24 Ore

30 Aprile 2026

Iperammortamento, non c’è obbligo di polizza catastrofale

Transizione 5.0. I chiarimenti in arrivo: beneficio anche per chi era in lizza per il bonus 2025 se la consegna del bene arriva nel 2026. Al via Pec a esodati con la conferma del credito d’imposta

Carmine Fotina

Dai primi webinar organizzati dalle associazioni di impresa ai quali hanno partecipato rappresentanti dei ministeri, stanno emergendo comunque alcuni chiarimenti ai dubbi delle imprese.

 - non è richiesta la polizza catastrofale;

- Industria 4.0: i beni consegnati nel 2026 ma ordinati prima sono agevolabili.

- Confermato che non è aiuto di stato


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Il Sole 24 Ore

30 Aprile 2026

Iperammortamento, non c’è obbligo di polizza catastrofale

Transizione 5.0. I chiarimenti in arrivo: beneficio anche per chi era in lizza per il bonus 2025 se la consegna del bene arriva nel 2026. Al via Pec a esodati con la conferma del credito d’imposta

Carmine Fotina

Per gli “esodati” del piano Transizione 5.0 arrivano le conferme dei crediti d’imposta. Da ieri sono partite le prime Pec del Gestore dei servizi energetici indirizzate alle imprese che erano rimaste in coda in relazione agli investimenti del 2025 a causa dell’esaurimento delle risorse, al quale si è poi posto quasi integralmente rimedio con il decreto fiscale dello scorso 27 marzo.

Le imprese che hanno presentato pratiche tecnicamente ammissibili, con comunicazione di completamento dell’investimento, troveranno la ricevuta con l’entità del credito d’imposta spettante all’interno della piattaforma informatica Transizione 5.0, nella sezione dedicata alla propria pratica. Per riassumere, il decreto fiscale ha stabilito che alle imprese spetta un credito d’imposta pari all’89,77% di quello spettante con riferimento ai soli investimenti in beni strumentali e spese per la formazione del personale (si veda anche pagina 39).

Del tema, insieme ad altri, come la semplificazione dei contratti di sviluppo e i costi per i settori energivori, hanno parlato ieri il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, e il direttore generale di Confindustria, Maurizio Tarquini, nel corso di un incontro che si è svolto al ministero a margine del confronto con l’associazione degli industriali turchi TÜSİAD.

Intanto la nuova versione di Transizione 5.0, che prevede l’iperammortamento, è ancora in stallo. Fino a ieri sera il decreto attuativo del ministero delle Imprese e del made in Italy e del ministero dell’Economia non era ancora stato bollinato dalla Ragioneria dello Stato e, considerati gli ulteriori passaggi previsti (esame della Corte dei conti e decreto direttoriale con l’apertura de termini per le domande), la piattaforma per le prenotazioni rischia di partire anche dopo la fine di maggio.

Dai primi webinar organizzati dalle associazioni di impresa ai quali hanno partecipato rappresentanti dei ministeri, stanno emergendo comunque alcuni chiarimenti ai dubbi delle imprese. Per accedere all’iperammortamento non sarà necessario sottoscrivere una polizza catastrofale. Il Codice degli incentivi entrato in vigore il 1° gennaio 2026 prevede infatti l’esclusione dalle agevolazioni per le imprese che non adempiono all’obbligo di stipula di contratti assicurativi a copertura dei danni catastrofali, ma l’articolo 9 dello stesso Codice specifica che la clausola non si applica agli “incentivi fiscali che non prevedono lo svolgimento di attività istruttorie valutative”, nel cui novero rientra l’iperammortamento.

Un’altro dubbio diffuso in questa fase tra gli imprenditore è come comportarsi nel caso in cui sia stata effettuata una prenotazione nel 2024 o nel 2025 per il credito d’imposta del vecchio piano Transizione 5.0 (o anche del 4.0) ma la consegna del bene non sia stata ancora effettuata. Si può rientrare nell’iperammortamento. Secondo l’interpretazione del ministero delle Imprese si tratta di un’opzione percorribile. Né la norma primaria né il decreto attuativo, nella sua attuale bozza, fanno riferimento ad eventuali esclusioni di beni registrati su piattaforme dei programmi precedenti. E il decreto attuativo dell’iperammortamento, per completamento degli investimenti richiamerà infatti l’articolo 109, commi 1 e 2 del Tuir, che fa riferimento alla data di consegna o spedizione. In sostanza, non rileva se l’ordine del nuovo bene è stato inviato nel 2025, o anche nel 2024 non rileva, conterà solo la consegna del bene oltre all’effettiva interconnessione dei beni strumentali al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Quindi, secondo la lettura fornita al momento dal Mimit, se ancora in attesa di consegna, anche le imprese che avevano inizialmente puntato sul vecchio piano 5.0 vecchio (o perfino sul 4.0) potranno accedere all’iperammortamento.

Viene poi confermato che l’iperammortamento non si configura come aiuto di Stato e sarà quindi cumulabile con il credito d’imposta per gli investimenti nella Zona economica speciale e e con gli incentivi regionali, sempre a condizione che che il sostegno non copra le medesime quote di costo dei singoli investimenti del progetto di innovazione (divieto di doppio finanziamento) e che il beneficio totale non superi il costo sostenuto.