NORME E TRIBUTI
Il Sole 24 Ore lunedì
23 Marzo 2026
Impatriati, chi sfora il «de minimis» non perde in toto l’agevolazione
Fabrizio Cancelliere Alessandro Germani
- Il regime fiscale per gli impatriati, introdotto per attrarre lavoratori qualificati in Italia, prevede una detassazione parziale dei redditi ed è applicabile in modo automatico se si rispettano i requisiti.
- L’Agenzia delle Entrate sta intensificando i controlli su contribuenti (soprattutto autonomi e imprese) accusati di aver superato il limite massimo (“plafond”) degli aiuti “de minimis” previsto dalla normativa UE.
- Tuttavia, anche assumendo che il regime rientri negli aiuti di Stato, il superamento del limite non comporta la perdita totale del beneficio:
- il contribuente mantiene l’agevolazione fino alla soglia consentita;
- perde solo la parte eccedente.
- Questo principio è supportato sia dalla normativa europea sia dalla giurisprudenza, che considerano il plafond come una franchigia e non un limite rigido.
- Una sentenza del Consiglio di Stato rafforza ulteriormente questa impostazione:
- la pubblica amministrazione ha l’obbligo di permettere al contribuente di rientrare nei limiti, evitando effetti punitivi automatici.
- Anche l’Agenzia delle Entrate, nei modelli dichiarativi più recenti, ha introdotto la possibilità di escludere volontariamente parte del reddito agevolato per rispettare il massimale.
- Questa apertura dovrebbe valere anche per gli anni precedenti, per evitare disparità di trattamento tra contribuenti.
- Alcune interpretazioni restrittive (come una recente sentenza della Cassazione) si basano su normative europee ormai superate, che prevedevano regole più severe.
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