Titolo: Gli atti di indirizzo del MEF: ruolo e funzione da valorizzare
Fonte: Il Sole 24 Ore – 06/03/2026 – Filippo Dami
Sintesi originale (in elenco)
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La vicenda delle rettifiche alle perdite fiscali riportabili legate agli aiuti Covid evidenzia le difficoltà nell’applicazione concreta dei principi introdotti dalla riforma dello Statuto del Contribuente (D.Lgs. 219/2023).
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Nel 2025 l’Agenzia delle Entrate ha avviato controlli sulla corretta fruizione degli aiuti Covid, contestando a molti contribuenti la mancata riduzione delle perdite fiscali riportabili in presenza di contributi pubblici ricevuti.
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Per chiarire la questione, il MEF è intervenuto con un atto di indirizzo del 22 dicembre 2025, a
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Nonostante la posizione ministeriale sia chiara, diversi uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate non si sarebbero ancora adeguati, sostenendo di attendere ulteriori indicazioni operative.
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La vicenda solleva un problema più generale: il ruolo degli atti di indirizzo del MEF nel sistema tributario. La riforma dello Statuto del Contribuente punta infatti a un modello di amministrazione basato su collaborazione, trasparenza e affidamento reciproco tra Fisco e contribuenti.
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Gli atti di indirizzo, disciplinati dall’art. 10-septies della legge 212/2000, rappresentano strumenti di orientamento politico-amministrativo che devono guidare l’azione dell’Amministrazione finanziaria e le circolari applicative.
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In presenza di tali atti, gli uffici dovrebbero adeguarsi immediatamente, anche tramite autotutela obbligatoria, annullando eventuali accertamenti fondati su interpretazioni ormai superate.
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In concreto, ciò significa che:
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le istruttorie in corso dovrebbero essere archiviate;
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gli atti già notificati dovrebbero essere annullati in autotutela, anche se impugnati o divenuti definitivi.
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Se gli uffici non si adeguano, i contribuenti potranno reagire in sede processuale, con il rischio per l’Amministrazione di essere accusata di lite temeraria.
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