4657 - Bozza del decreto attuativo: Transizione 5.0, clausola soft sui beni made in Europe (Il Sole 24 Ore – 7 gennaio 2026)

Transizione 5.0, clausola soft sui beni made in Europe
Il Sole 24 Ore – 7 gennaio 2026 – Carmine Fotina

  • Il nuovo piano Transizione 5.0 conferma un impianto procedurale articolato, con tre comunicazioni obbligatorie per le imprese e una certificazione contabile per attestare le spese sostenute.
  • La bozza di decreto Mimit-Mef introduce un ammorbidimento della clausola “made in Europe”, consentendo l’accesso agli incentivi anche a beni che abbiano subito in Europa l’“ultima trasformazione sostanziale”, secondo il Codice doganale UE.
  • L’iter attuativo è ancora in corso: dopo il concerto del Mef e il controllo della Corte dei conti, serviranno decreti direttoriali per l’apertura della piattaforma e i modelli di comunicazione.
  • Le imprese dovranno inviare:
    • una comunicazione preventiva sugli investimenti;
    • una conferma entro 60 giorni dall’ok del Gse, con prova del pagamento di almeno il 20%;
    • una comunicazione finale di completamento entro il 15 novembre 2028.
  • Per investimenti superiori a 300mila euro è richiesta una perizia tecnica asseverata; sotto tale soglia basta una dichiarazione del legale rappresentante. In ogni caso è necessaria una certificazione contabile del revisore.
  • Per i software, la clausola europea è alleggerita: è sufficiente che almeno il 50% delle attività di sviluppo sia riconducibile a soggetti UE o SEE, con autodichiarazione del produttore.
  • Il decreto dettaglia anche le spese ammissibili per impianti di energia rinnovabile e sistemi di accumulo, precisando i criteri di collegamento alla struttura produttiva e i limiti di dimensionamento in base ai consumi

L'ARTICOLO E' STATO CARICATO NELL'AREA RISERVATA ALLO STUDIO